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10 Gennaio 2025

A cosa è servito il Nudge Day 6? Episodio 1

Autori: 

  • Giacomo Galletti, Samuele Spinella, Silvia Forni, Francesca Ierardi, Fabrizio Gemmi - ARS Toscana

L'antibiotico-resistenza e le scienze comportamentali

L’antibiotico-resistenza è uno dei temi che ha trovato più spazio su questa rivista, tanto che IOZ ha deciso di dedicargli il primo articolo di questo nuovo anno. In realtà, come vedremo, non si tratterà di un articolo, ma di una sorta di "mini-serie” di contributi, scaturiti da un evento che si è tenuto lo scorso dicembre presso l’Agenzia regionale di sanità Toscana: il Nudge Day.

Nello specifico, si tratta della sesta edizione di un workshop annuale dedicato alle esperienze di applicazione delle scienze comportamentali ai temi di salute in Toscana. Quest’anno il tema di confronto tra i professionisti della salute e delle scienze comportamentali è stato come migliorare l’efficacia di linee guida e raccomandazioni sulla prescrizione di antibiotici da parte dei medici di medicina generale. Il confronto è avvenuto attraverso tre gruppi di lavoro:

  1. Cosa impedisce una piena adesione comportamentale alle Linee guida (Gruppo BARRIERE)
  2. Cosa può invece facilitarla (Gruppo FACILITATORI)
  3. Come può essere usata la comunicazione per promuovere l’appropriatezza prescrittiva (Gruppo COMUNICAZIONE).

La raccolta e la pubblicazione dei materiali
Come promesso ai partecipanti, il materiale raccolto dai momenti di interazione è stato elaborato e preparato per la restituzione.
Inizialmente, avevamo previsto di pubblicare online i contributi dei gruppi di lavoro e i giudizi sull’apprendimento in un unico documento. Tuttavia la ricchezza e la varietà del materiale ci ha convinti a dare più spazio e più tempo all’approfondimento dei temi più rilevanti emersi dalla giornata.

Questi saranno così condivisi nella forma di una miniserie di cinque episodi, pubblicati settimanalmente tra la prossima settimana e la metà febbraio.

In questo primo episodio ci interrogheremo sull’efficacia o meno delle scelte didattiche adottate durante il convegno-laboratorio del Nudge Day, mentre nei tre successivi vedremo gli spunti scaturiti dai tre gruppi di lavoro, per concludere poi con un ragguaglio sulla conclusione dei lavori sul vademecum per la buona prescrizione e le prospettive future, in vista del Nudge Day #7 del prossimo aprile.


L’efficacia didattica del Nudge Day
Quindi, come si diceva nel titolo di questo primo episodio, a cosa è servito il Nudge Day #6?

Perché un evento formativo possa rilasciare i cosiddetti crediti ECM, si prevede in genere che i partecipanti rispondano a un questionario sui temi trattati nelle relazioni. Questa metodica è in genere funzionale a un genere di formazione di tipo “frontale”, in sostanziale assenza di interazione tra docenti e discenti. Quando però l’evento formativo si caratterizza anche per l’apprendimento conseguito attraverso il confronto all’interno di gruppi di lavoro mirati, il questionario non si adatta a rilevare competenze e conoscenze acquisite in questa fase che potremmo definire “didattico-operativa”.

Indipendentemente dalla consegna dei crediti richieste dalle procedure ECM, ci interessava comunque comprendere se la modalità formativa dei gruppi di lavoro avesse un riscontro su alcuni aspetti dell’apprendimento. Per questo ci siamo proposti di consultare i partecipanti, seppur in modo informale, su quattro esiti auspicati dalla fase interattiva della giornata, ovvero, se i partecipanti ai tavoli:

1. fossero stati colpiti da parole o concetti particolari emersi dalla discussione 
2. avessero imparato una cosa che prima ignoravano 
3. avessero dato importanza a qualcosa che avevano sottovalutato fino a quel momento 
4. avessero individuato nuove azioni da intraprendere concretamente il giorno successivo 

Al termine dei lavori, abbiamo chiesto un riscontro sui quattro punti precedentemente indicati attraverso il software per sondaggi istantanei Mentimeter [strumento digitale interattivo che permette di creare sondaggi, quiz e presentazioni in tempo reale. Consente al pubblico di partecipare attivamente rispondendo tramite smartphone, tablet o computer, rendendo le discussioni e le presentazioni più dinamiche e coinvolgenti]. Le quattro domande prevedevano in due casi una risposta per parole chiave, utili a formare una nuvola di parole, mentre negli altri due era ammessa una breve risposta scritta. Ogni slide proiettata, che si veniva completando mano a mano che le risposte venivano digitate sugli smartphone, era commentata in plenaria dai responsabili dei tavoli e dai partecipanti.

Di seguito presentiamo le risposte e i relativi commenti ai quattro quesiti legati all’apprendimento.

 

Parole o concetti che mi hanno colpito durante i lavori di gruppo (max 3 parole)

fig1 ATBresistenza 10gen2025

La nuvola di parole mostra una serie di concetti che riflettono le impressioni e gli spunti più significativi colti dai partecipanti durante i lavori. Le parole più menzionate sono state fiducia, formazione, aggiornamento, tempo e consapevolezza, indicativi della centralità di alcuni temi nella discussione.

  • Fiducia: ha rappresentato un punto focale, che richiama l'importanza delle relazioni tra professionisti, della costruzione di un'alleanza col paziente e di un ambiente collaborativo in cui operare.
  • Conoscenza e consapevolezza: concetti strettamente legati alla capacità di prendere decisioni informate e gestire contesti di incertezza.
  • Formazione e aggiornamento continuo: in modo funzionale al punto precedente, indica il bisogno di doversi adattare continuamente ad un contesto lavorativo complesso e in continua evoluzione.
  • Tempo: una risorsa funzionale sia a una cura ancora più attenta che e al confronto professionale e alla riflessione

Altri temi rilevanti hanno riguardato:

  • Fruibilità delle linee guida e algoritmi diagnostici, che rimarcano l'importanza di strumenti pratici e accessibili per supportare le decisioni cliniche.
  • Condivisione, partecipazione e confronto: elementi chiave per favorire il dialogo, il lavoro di gruppo e la crescita collettiva.
  • Gestione dell’incertezza e reciprocità: riflettono la necessità di affrontare scenari complessi con approcci flessibili e condivisi

Le risposte alla prima domanda sembrano vedere maturare nei partecipanti ai gruppi la consapevolezza che il contesto in cui si attuano le scelte sull’uso e la prescrizione appropriata di antibiotici è complesso, e la disponibilità di linee guida deve essere accompagnata non solo da un approccio formativo adeguato, ma anche dal consolidamento degli aspetti relazionali e comunicativi tra tutti i soggetti coinvolti dal processo prescrittivo.
 

Una cosa che ho imparato e che prima non sapevo

fig2 ATBresistenza 10gen2025

Dal momento che le risposte brevi a questa domanda aperta sono state contestualizzate nella discussione dello specifico gruppo di lavoro, in fase di condivisione in plenaria è stata data la possibilità a tutti i partecipanti di votare le carenze ritenute più rilevanti. Possiamo sintetizzare le risposte evidenziando due macro temi:

  • Non togliere ma sostituire
    L’affermazione che se togli qualcosa devi dare qualcos'altro in cambio è risultata molto popolare, ed è sicuramente un tema che le linee guida sulla prescrizione antibiotica non ci risulta prendano in considerazione. Alcuni tra i partecipanti non avevano evidentemente riflettuto in precedenza su quanto fosse rilevante l'opportunità di non lasciare le persone con la sensazione di privazione rispetto alle aspettative di cura. Il tempo dedicato ad una comunicazione efficace potrebbe compensare la privazione della prescrizione dell’antibiotico.
  • Convivere con l’incertezza
    Non siamo in genere pienamente consapevoli di quanto i processi decisionali che ci coinvolgono quotidianamente abbiano a che fare con un’incertezza che le linee guida non sempre riescano a limitare, specie quando le loro indicazioni non risultino allineate con i protocolli in uso. La discrepanza tra protocolli operativi e linee guida teoriche evidenzia come l'adattamento delle raccomandazioni a contesti reali non sia un’operazione automatica. Queste incongruenze possono indurre atteggiamenti orientati ad evitare le incertezze piuttosto che affrontarle con strumenti e strategie adeguate.

 

 Una cosa che fino ad oggi ho sottovalutato

fig3 ATBresistenza 10gen2025

La domanda andava nella stessa direzione della precedente, solo che in questo caso si cercava di portare l’attenzione su qualcosa di cui si era già a conoscenza, ma non si aveva avuto modo di riflettere sulla sua rilevanza. Le risposte sono state raggruppate distinguendo tre macro temi:

  • Pazienti, consapevolezza e comunicazione per l’alleanza terapeutica nella lotta all’antimicrobico resistenza
    Un aspetto centrale da non sottovalutare è l’importanza di sensibilizzare i pazienti sulla consapevolezza delle loro richieste prescrittive. Spesso, la domanda di antibiotici non è accompagnata da una reale comprensione della necessità clinica, ma riflette credenze personali o aspettative errate. In questo contesto, risulta fondamentale adottare modalità di comunicazione che mettano il paziente sullo stesso piano del medico, prestando attenzione alle sue convinzioni e valorizzandole. D'altro canto è emerso come i medici di medicina generale tendano a sottovalutare la conoscenza dei pazienti su questo tema, mentre invece sensibilizzare la popolazione potrebbe favorire comportamenti più appropriati. In parallelo, i lavori di gruppo hanno permesso di rivalutare il concetto di comunicazione efficace, riconoscendola come uno strumento essenziale non solo per migliorare il dialogo medico-paziente, ma anche per favorire il coordinamento e la comprensione tra professionisti.
  • Strumenti e prospettive per migliorare le abitudini prescrittive
    Durante l’evento, la tecnica del metaplan è stata particolarmente apprezzata per la sua capacità di generare idee innovative e favorire il confronto. Questo approccio ha dimostrato di essere un valido strumento per facilitare la condivisione di soluzioni multidisciplinari, evidenziando l’importanza di coinvolgere professionisti con competenze diverse. La multidisciplinarietà è stata infatti identificata come un elemento chiave per affrontare problemi complessi da molteplici prospettive, arricchendo il processo decisionale. Un punto di riflessione è stato l’interesse che il tema dell’antibiotico-resistenza può suscitare anche in figure non mediche. Questo ha confermato il valore di un approccio interprofessionale e collaborativo, che promuova una visione integrata tra discipline diverse. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza della condivisione chiara e tempestiva delle informazioni, fondamentale per garantire la continuità assistenziale e la sicurezza del paziente, specialmente nei passaggi di consegna delle cure (handover).
  • Ostacoli e opportunità per i medici prescrittori
    Tra gli aspetti sottovalutati è stata evidenziata la limitata disponibilità di tempo che i medici di medicina generale possono dedicare al proprio aggiornamento professionale, riducendo la possibilità di adottare pratiche prescrittive più appropriate. Un altro tema rilevante riguarda la flessibilità nell’applicazione degli algoritmi terapeutici. È stato riconosciuto come sia necessario adattare i protocolli ai contesti specifici, consentendo ai medici di esercitare il proprio giudizio clinico senza sentirsi vincolati da schemi rigidi. Infine, è stata posta attenzione sulla sostenibilità delle pratiche attuali. Prescrizioni inappropriate o non sufficientemente mirate non solo rischiano di compromettere la salute del paziente nel lungo termine, ma pongono anche interrogativi sulla sostenibilità futura delle risorse sanitarie.

 

Nuove azioni che farò a partire da domani

fig4 ATBresistenza 10gen2025

L’idea alla base della domanda è che se un evento informativo non produce alcun cambiamento, seppur minimo, è tempo perso. È ovvio che non sia possibile misurare i cambiamenti nel tempo nelle attività dei partecipanti ad una formazione, poteva però essere interessante capire in quali aree questi si sarebbero potuti produrre, almeno nelle intenzioni.

Dalla nuvola di parole generata dalle risposte alla domanda su Mentimeter si distinguono quattro concetti principali: ascolto, dialogo, consapevolezza (awareness), Metaplan. Il risultato è particolarmente gratificante rispetto alle scelte delle modalità organizzative del Nudge Day, che si proponeva di sviluppare la consapevolezza del problema dell’aderenza alle linee guida prescrittive attraverso una discussione in gruppo centrata su ascolto e dialogo, secondo la tecnica del Metaplan. Possiamo immaginare che i temi emersi nella discussione, e che sono anche gli stessi che l’hanno resa efficace, siano stati proiettati verso i contesti lavorativi abituali e tradotti in impegni concreti.

Così, l’ascolto attivo riflette la volontà di impegnarsi a migliorare la relazione comunicativa con i pazienti o, in generale, con gli interlocutori, mentre l'importanza di un dialogo attento è indirizzata in modo particolare al contesto della relazione con i medici di medicina generale.

Alcuni partecipanti hanno affermato di voler utilizzare la tecnica del Metaplan nel proprio contesto professionale, mentre l’investimento continuo su attività che consolidino la consapevolezza (awareness) sull’antibiotico-resistenza indica come, al di là della disponibilità di Linee guida, sia sempre importante richiamare l’attenzione su questo tema.

Altre azioni citate, infine, riguardano l’attenzione agli approcci multidisciplinari, all’alleanza terapeutica e alla formazione.


Augurandoci che questi riscontri possano aver sollevato qualche curiosità sul prodotto dei gruppi di lavoro, vi rimandiamo al prossimo episodio della miniserie appena inaugurata, per vedere quali elementi e situazioni siano stati individuati come barriere all’adesione alle linee guida nella prescrizione appropriata di antibiotici da parte dei medici di medicina generale.



Per approfondire

Consulta anche le puntate precedenti della mini serie “Nudge day 6, Linee guida per una corretta prescrizione antibiotica”:

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