Accessibility Tools

Skip to main content

Nudge Day #7, Equity engagement. Episodio 2: gli hacker e i troll della resistenza batterica

Autori 

  • Giacomo Galletti
  • Marcello Settembrini

Non meno ma meglio

“Non meno ma meglio” è lo slogan che tra quelli proposti dal laboratorio sulla comunicazione del Nudge Day #6 si è prestato meglio all’utilizzo all’interno del Vademecum per la buona prescrizione degli antibiotici.

In quell’occasione era piuttosto auspicabile che un gruppo di lavoro sulle strategie comunicative producesse slogan efficaci, tanto da essere usati non solo in un documento utile a supportare i medici di medicina generale nella prescrizione, ma addirittura a ispirare il titolo di un intervento a un importante convegno sull’antibioticoresistenza (cui, per inciso, ci si iscrive da qui). Ci siamo chiesti però a che tipo di risultato avrebbe portato un gruppo di lavoro sullo stesso tema, condotto però nella logica del contro-laboratorio, secondo il pensiero rovesciato. Avremmo ottenuto come risultato dei contro-slogan? La risposta è il classico “ni”, nel senso di in parte, o di si ma anche no. Vediamo perchè.

Hacker e troll

Come abbiamo visto nel primo episodio, il contro-laboratorio era stato individuato come luogo privilegiato di indagine delle barriere al cambiamento comportamentali, lavorando in modo critico e propositivo sul contrario di quello che sarebbe auspicabile per la soluzione del problema. In questo caso il problema era la comunicazione dell’importanza di un uso consapevole dell’antibiotico da parte sia dei professionisti, attraverso la prescrizione, che degli assistiti, attraverso la domanda di consumo.

E allora facciamo finta di essere un gruppo di hacker o troll assunti da un’organizzazione che per qualche fine discutibile si propone di facilitare il proliferare di batteri resistenti. Quale strategia comunicativa adotterebbe?

Questa.

Gruppo 1

Gruppo1 controinfo

Il gruppo costituito dai peggior facinorosi tra i partecipanti al Nudge Day ha adottato la tecnica del Metaplan, ovvero una specie di brainstorming sincrono e visualizzato. In altri termini, si è trattato di scrivere le proprie idee su cartoncini da commentare insieme e distribuire sulla lavagna identificando aree tematiche.  

Inizialmente si sono scritti i messaggi e slogan “sbagliati”, tali cioè da indurre l’interlocutore ad adottare comportamenti inappropriati in ottica di uso di antibiotici. 

Alcuni dei facinorosi del gruppo 1

IMG 5410

Una seconda fase del lavoro consisteva nell’individuare dei criteri che consentissero di organizzare l’informazione raccolta e condivisa in aree tematiche coerenti. Ed è a questo punto IMG 5412che il gruppo si è reso conto che i messaggi potevano essere classificati secondo dei “target” specifici della popolazione cui IMG 5434erano rivolti. Ovvero:

 

  1. I pavidi

I pavidi sono rappresentati da coloro che temono le medicine e i fastidiosi effetti collaterali che possono provocare. Ecco quindi comparire l’influencer su Tik tok che dice che l’antibiotico ti rende le labbra screpolate, o lo pseudo-professionista che spiega su Instagram che gli antibiotici in realtà ti distruggono la flora batterica aggiungendo a mezza voce, o facendo intuire, che ti facciano venire pure il cagotto (sic.). 

Spiazzante.

 

  1. Gli opportunisti

Se la strategia verso i pavidi è quella di prevenire l’idea dell’uso appropriato dell’antibiotico, verso gli opportunisti si può promuovere felicemente l’uso inappropriato. Perchè, parliamoci chiaro, non c’è nessuna ragione per non prendere un antibiotico, che serva o meno. In fondo, che male fa? E poi l’antibiotico cura tutto, e poi, a pensarci bene, potrebbero esserci delle complicazioni importanti a non prenderli, no? 

Diabolico!

 

  1. I creduloni

I troll e hacker del gruppo - perfettamente calati nella parte e con l’atteggiamento dispregiativo che li contraddistingue - hanno definito “creduloni” le persone che non hanno sufficienti informazioni sul tema e che quindi possono essere facilmente manipolabili da messaggi falsi, ma verosimili. Tipo che con basse dosi di antibiotico hai pochi effetti collaterali, e comunque se stai meglio non ha senso proseguire a prenderli, e allora tanto vale prenderlo per due giorni e poi basta, o, ancora meglio, lo prendo doppio così guarisco prima, come mi ha detto mio cugggino o come mi ha sempre suggerito la nonna. E questa cosa dell’antibiotico resistenza? Beh, che siano gli altri a non prenderli! (Si lo sappiamo, questa sarebbe stata meglio tra gli opportunisti, come una di quelle che segue…).

 

  1. I tempestivi

I tempestivi devono agire subito, così si risolve il problema non ci si pensa più. Loro l’antibiotico lo prendono al primo colpo di tosse, magari approfittando di quella mezza scatola avanzata in casa

 

  1. I convinti…

…tipo i complottisti, o i terrapiattisti, o comunque quelle persone che hanno poca fiducia verso le istituzioni in generale. Quelli che Google è meglio del dottore, quelli che gli antibiotici non ce li danno per risparmiare, quelli che se le norme me lo consentono io ne approfitto, quelli che gli antibiotici fanno arricchire le case farmaceutiche, quelli che fanno venire l’autismo

Oh yeah.

 

  1. I batteri

E poi ci sono i batteri, con il loro punto di vista, la loro consapevolezza sulla minaccia che può essere usata per fiaccare la convinzioni di noi umani di poter continuare a condurre una battaglia il cui esito è scontato.

Perchè noi batteri siamo tanti, siamo la maggioranza, siamo dentro di voi e vinciamo sempre! Il messaggio è chiaro: siete voi a dover essere resistenti, non certo noi!

 

Ricordate quando nel primo episodio della serie citavamo Roberta Villa, che nella prefazione del suo ultimo libro Il contro-glossario di medicina ricorda che la nostra conoscenza è oscurata da una montagna di false credenze, di pregiudizi, di cose che si dicono “perché si è sempre detto così”, e che tutte queste convinzioni vanno demolite prima di costruire una health literacy efficace? 

IMG 5824

Ecco, alla luce di queste affermazioni provate a rileggere i messaggi del primo contro-laboratorio, e vi sarà evidente come questi possono costituire un buon banco di prova per iniziare un’opportuna opera di demolizione, che prepari il terreno per la costruzione di una vera e propria campagna informativa e comunicativa sull’antibiotico-resistenza. 

E nella costruzione di questa campagna, bisognerà concentrarsi non solo sulla formulazione e la calibrazione dei messaggi, ma anche nella scelta dei media attraverso cui farli arrivare a tutti, ma proprio tutti, nessun escluso. 

Bisognerà adottare cioè le strategie opposte a quelle adottate dal secondo contro-laboratorio, che invece ha ideato diabolici escamotage per tenersele strette, le informazioni.

Tra una settimana (o forse due) vedremo come.

Autori
Articoli correlati