Nudge Day #7, Equity engagement. Episodio 1: Contro-lab
Autori
- Giacomo Galletti
Dall’Equity engagement al “pensiero rovesciato”
Se la sesta edizione del Nudge Day si proponeva di affrontare il tema di come migliorare l’adesione dei medici di medicina generale (MMG) alle Linee guida e alle indicazioni clinico-terapeutiche in tema di antibiotico-resistenza, l’edizione successiva si sarebbe posta il problema di come facilitare l’adesione questa volta della popolazione alle indicazioni dei professionisti sanitari e delle istituzioni. L’Equity engagement del titolo in realtà aveva addirittura ambizioni superiori, di riferirsi cioè non solo all’informazione passiva sui temi assistenziali, quanto piuttosto a una comunicazione che fosse in grado di motivare le persone a seguire le indicazioni dei professionisti. E che lo facesse nel senso dell’equità, cioè con l’attenzione di non lasciare indietro nessuno.
In effetti capita spesso, a chi si occupa di sviluppare strategie di comunicazione, di definire prima di tutto i destinatari, il cosiddetto target. Capita più raramente, tuttavia, una volta individuata la tipologia di persone cui la comunicazione deve rivolgersi, di porsi una domanda del tipo: chi rimarrà escluso?
Questo guardare un po’ dalla parte opposta a quella verso cui naturalmente si tende è il “nuovo comportamento” che abbiamo adottato nella progettazione del Nudge Day. Per descrivere questo nostro atteggiamento potremmo usare un concetto che qualcuno dei partecipanti ha scritto nel questionario sul gradimento all’evento, quando alla domanda su quali argomenti fossero stati ritenuti utili da poter applicare nel proprio lavoro quotidiano ha risposto: il pensiero rovesciato.
Figura 1. Guglielmo e Tommaso, facilitatori al Nudge Day
Gli spunti comportamentali e cognitivi del contro-laboratorio
A noi non era venuto in mente descriverlo in questi termini, ma l’idea di rovesciare il pensiero è esattamente l’operazione che abbiamo provato a fare nella preparazione della giornata, e che ha portato a definire i “contro-laboratori”. Ci siamo arrivati seguendo due spunti; il primo proviene direttamente delle scienze comportamentali, ovvero da quel modello COM-B che permette di identificare le barriere a partire da Capacità, Opportunità e Motivazioni. Al Nudge Day ci ha parlato del COM-B Marta Acampora in una slide della sua presentazione che si può scaricare dalla pagina-evento, mentre vi invitiamo a esercitarvi nell’identificazione delle barriere al cambiamento attraverso questo strumento del behavioural insight team.
Figura 2. Marta Acampora presenta “Antibiotico-resistenza il ruolo di medici, pazienti e le strategie psicosociali preventive”

Tornando a noi, quindi, se si mira a cambiare un comportamento, la prima cosa da fare è identificare le barriere che ostacolano l’intento. Non è un’operazione scontata quella delle barriere, perché tutti noi tendiamo in modo abbastanza istintivo ad affrontare i problemi guardando subito alle possibili soluzioni, piuttosto che al superamento delle barriere che le ostacolano. L’individuazione delle barriere in questo senso può essere visto come un “pensiero rovesciato”, che trova applicazione laboratoriale proprio nel contro-laboratorio.
Il contro-laboratorio diventa così uno strumento per indagare le barriere al cambiamento comportamentale in modo “attrattivo”, cercando cioè di attirare l’attenzione verso il contrario di quello che sarebbe auspicabile per la soluzione del problema. La barriera nella sua più rilevante manifestazione.
Figura 3. Gruppo di lavoro n.2. L’informazione da tenersi stretta
Ma non è stato solo lo “spunto comportamentale” a ispirare il contro-laboratorio. Il secondo spunto può essere definito in modo non necessariamente appropriatissimo uno “spunto cognitivo”, dal momento che riguarda il concetto di alfabetizzazione. Il fatto è che al Nudge Day era presente Roberta Villa, esperta di comunicazione e nome molto noto tra professionisti e non negli ambienti della divulgazione scientifica. Villa ha scritto recentemente un libro che si chiama contro-glossario di medicina, che nella prefazione recita: «La nostra conoscenza, di tutti e in tutti i campi, è oscurata da una montagna di false credenze, di pregiudizi, di cose che si dicono “perché si è sempre detto così”. Tutte convinzioni da demolire prima di costruire una health literacy intesa come la “capacità di trovare, comprendere e utilizzare informazioni e servizi in base ai quali prendere decisioni e mettere in atto azioni per la salute propria e dei propri cari”». Che è un po’ come abbattere le barriere conoscitive per imparare a fare meglio le cose.
Da un contro-glossario a un contro-laboratorio alla fine il passo è breve.
Figura 4. Roberta Villa al Nudge Day
Partecipazione e interazione tra pensieri dritti e rovesciati
Ok, va bene il metodo, ma i contenuti?
In altri termini, perché i contro-laboratori del Nudge Day si sono proposti di produrre:
- una controinformazione efficace per favorire la resistenza batterica,
- dei modi per tenersi stretta l’informazione sanitaria,
- dei modi per rendere complicato l'uso dell'ospedale per chi lo frequenta,
- delle regole per rendere esclusive (nel senso del non inclusive) le regole della comunicazione?
La modalità di partecipazione che un evento Nudge Day cerca di riprodurre è quella di facilitare l’interazione tra i partecipanti all’interno dei gruppi, quella tra i partecipanti e gli organizzatori attraverso i sondaggi online, quella tra i partecipanti e i relatori sia attraverso non solo la classica interazione in aula, ma anche creando un collegamento diretto tra la relazione in plenaria dei risultati di ogni gruppo di lavoro e l’intervento del relatore su quello stesso tema su cui il gruppo ha lavorato.
In altri termini, ogni contro-laboratorio ha lavorato su un tema oggetto di una presentazione da parte di un relatore. O, detta in altri termini, ha applicato il pensiero rovesciato al tema cui il relatore ha applicato il pensiero “dritto”.
Ora che abbiamo scritto questa cosa siamo sicuri che guarderete al programma dell’evento con occhi diversi.
Figura 5. Il gruppo di lavoro n.1. Una controinformazione efficace per la resistenza batterica
Per guardare a cosa i contro-laboratori hanno prodotto bisognerà invece attendere il secondo episodio, che sarà online tra una settimana o poco più.
