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Nudge Day #8, Misure. La serie. Episodio 2: Misurare le priorità

A cura di: F. Collini, C. Di Nizio, G. Galletti


Molti di noi sono cresciuti con una frase tipo “se ti manca il tempo di fare qualcosa, vuol dire che non hai stabilito delle priorità”.

A volte la frase era riferita a ritardi nel fare i primi compiti a casa, a volte al ritardo agli appuntamenti per l’incapacità di gestire gli impegni nella vita quotidiana, altre volte banalmente per l’ansia di lasciarsi indietro qualcosa. E la strenua difesa per scagionare il ripetersi di queste situazioni trova radici sempre nello stesso insindacabile pensiero: come intuisco che ho davanti una priorità?? Come scarto tutte le altre per dedicarmi solo a quella più meritevole?? In poche parole: come imposto la misurazione di una priorità?

L’ammiraglia Francesca Collini che guida il Gruppo 1
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A sbrogliare questa filosofica matassa sono stati destinati i componenti del Gruppo 1 del Nudge#8, che hanno levato le ancore per navigare nel complesso mare della complessità delle cure alla volta dell’isola misteriosa  "dove meno può significare meglio"  

 


Scegliere saggiamente, primo scoglio insidioso

La letteratura scientifica ci insegna che "fare di più non significa fare meglio": esistono prestazioni che non portano benefici reali al paziente e che, anzi, possono generare ansia o ulteriori accertamenti inutili, a volte anche a danni.

DSC 3734La missione del gruppo era chiara: analizzare 20 esami di laboratorio specifici valutati come a basso valore clinico, e identificare quelli prioritari da "de-implementare".

La rotta seguita dal team per condurre questa operazione è stata determinata con rigore metodologico, utilizzando il Ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act, anche conosciuto come Ciclo di Deming) come bussola.

» Pianificazione (PLAN): definizione dei criteri di scelta. Cosa rende un esame un "buon candidato" per essere ridotto? Si è guardato al costo, alla frequenza con cui viene prescritto e alla sua effettiva utilità clinica.

DSC 3697» Azione e raccolta (DO): la raccolta dei dati cruciali, confrontando l'invasività dei test, i tempi di analisi e l'esistenza di alternative diagnostiche più moderne ed efficaci.

» Analisi delle barriere (CHECK): la pianificazione teorica si è scontrata con la realtà. Il gruppo ha identificato i "nemici" del cambiamento: la medicina difensiva (prescrivere per paura di conseguenze legali), la pressione dei pazienti che richiedono esami per rassicurazione e la difficoltà tecnica nel tracciare correttamente tutti i flussi di dati.

» Decisione (ACT): una scoperta interessante: il primo indicatore per guidare il cambiamento è il prodotto tra Costo e Frequenza. Analizzando questo dato per fasce d'età e zone distretto, è possibile vedere chiaramente dove si annida lo spreco. Dopodiché è necessario legare questa informazione con il rischio intrinseco che quello specifico esame porta con sé.


Formazione, incentivi, tecnologia, cittadinanza

Dopo la diagnosi del problema, le linee d'azione concrete per trasformare i dati in realtà quotidiana: la strategia è stata pianificata su tre pilastri:

1 - Formazione e incentivi: non basta dire "non farlo", occorre spiegare il perché. Il gruppo propone corsi per i medici e sistemi di premialità per le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) che dimostrano di saper gestire meglio le risorse.

DSC 37312 - Tecnologia al servizio del medico: l'introduzione di "Alert" informatici al momento della prescrizione e lo sviluppo di App dedicate possono aiutare il medico a decidere, in tempo reale, se quell'esame è davvero necessario per quel paziente.

3 - Coinvolgere il cittadino: fondamentale è la creazione di un "Manuale per il Paziente" e infografiche semplici. La salute si fa in due: se il cittadino capisce che un esame in meno può essere una tutela per la sua salute, l'alleanza terapeutica si rafforza.


L’approdo sicuro ad una misurazione efficace

La relazione del Gruppo 1 si chiude con una riflessione profonda: misurare non è un esercizio burocratico. È l'atto di coraggio necessario per decidere cosa smettere di fare, liberando risorse e tempo per ciò che conta davvero: la cura efficace e umana della persona.

Con questo spirito, Giulio, Beatrice, Francesca, Elena, Neda, Linda, Alessandro, Tiziana e Camillo hanno consegnato il loro lavoro, pronti a trasformare queste riflessioni in un nuovo standard per la sanità del futuro.

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Al prossimo episodio!

 

 


Materiali extra: le slide prodotte dal gruppo di lavoro

Gruppo1 Selfie Gruppo1 Team
Gruppo1 Plan Gruppo1 Info da raccogliere
Gruppo1 Indicatori Gruppo1 Barriere
Gruppo1 Indicatore target Gruppo1 Azioni

 


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