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13 Ottobre 2021

Vaccinazione anti Covid-19 in ambiente ospedaliero protetto: l'esperienza della AUSL Toscana Nord Ovest

L’avvio della vaccinazione contro il SARS-CoV-2 in Italia, con la giornata simbolica del 27 dicembre 2020, ha segnato l’inizio della più importante campagna di profilassi degli ultimi decenni, interessando in pochi mesi una platea di milioni di persone di tutte le fasce d’età (attualmente dall’offerta vaccinale sono esclusi soltanto i minori di 12 anni) e di ogni condizione di rischio.

Per garantire il successo della campagna di immunizzazione attiva è necessario assicurare in primis una estesa copertura della popolazione generale e, contestualmente, garantire ai pazienti appartenenti alle fasce di maggiore rischio l’accesso alla protezione del vaccino: per questo motivo nell'ASL Toscana Nord Ovest sono stati attivati ambulatori vaccinali dedicati in ogni presidio di riferimento nella Rete ospedaliera.

La necessità di assicurare priorità, oltre ai soggetti esposti professionalmente, ai pazienti di età avanzata e/o vulnerabili per condizioni di patologia, ha portato all’esigenza di creare un percorso ad hoc per le situazioni di maggior rischio clinico, legate alla presenza di comorbosità, all’esistenza in anamnesi di una diatesi allergica rilevante, e infine alla presenza di pazienti a rischio aumentato nella fascia di età pediatrica.

Gli ambulatori vaccinali “in ambiente protetto” sono orientati alle categorie di pazienti ultravulnerabili e dei pazienti a maggior rischio allergologico, che giungono a vaccinazione al termine di un percorso condiviso, descritto in seguito, che coinvolge i professionisti clinici e gli specialisti allergologici.

In una logica di stretta integrazione con i servizi territoriali, gli ambulatori vaccinali ospedalieri assicurano inoltre:

  • la presa in carico dei pazienti pediatrici, vulnerabili per patologia o con diatesi anafilattica in anamnesi, in collaborazione con i professionisti delle UOC di Pediatria
  • il supporto alla medicina preventiva dei lavoratori per il completamento dell’immunizzazione dei professionisti afferenti ai servizi sanitari, anche appartenenti alle ditte esternalizzate
  • il completamento della vaccinazione di pazienti ricoverati, eleggibili per la prima dose o che devono effettuare il richiamo vaccinale (laddove possibile per le condizioni cliniche dei pazienti e per i vincoli organizzativi dell’attività vaccinale

La tipologia di utenti

Il primo target dell’offerta vaccinale protetta è rappresentato naturalmente dai pazienti più fragili, sia perché di età avanzata sia per la presenza di importanti comorbosità che rendono più grave il decorso dell’infezione da Sars-COV-2 e richiedono una particolare cura nella presa in carico del processo vaccinale.

A partire dal 15 febbraio 2021, in Toscana ha preso inizio una ulteriore fase della campagna vaccinale nazionale, indirizzata alla popolazione generale over 80, tramite i vaccini Comirnaty (e in un secondo momento anche Spikevax). In questo contesto la vaccinazione della popolazione generale è stata pianificata in coerenza con i contenuti delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-Sars-CoV-2/COVID-19”, pubblicate sulla G.U. del 24/03/2021.

La Regione Toscana ha individuato, con nota prot. n° 0140356 del 30/03/2021 “Vaccinazione regionale per le categoria degli Estremamente Vulnerabili (EV) – ulteriori indicazioni operative” due distinte categorie di pazienti fragili, la prima corrispondente ai pazienti a maggiore vulnerabilità; per questi utenti sono delegate ai Centri di riferimento delle strutture specialistiche delle Aziende sanitarie territoriali e delle Aziende ospedaliere universitarie sia la valutazione delle indicazioni cliniche alla vaccinazione prioritaria, sia la responsabilità della gestione del percorso vaccinale.

Tali pazienti sono indirizzati alla vaccinazione nell’ambulatorio protetto ospedaliero o dai centri specialistici, che individuano fra la propria casistica o ricevono segnalazione dai MMG dei pazienti che sono in possesso di un codice di esenzione per patologia fra quelli indicati nella “Tabella A” di cui alla nota regionale prot. 2021/0277562

I centri specialistici, accertata la presenza di tale codice di esenzione, completano la valutazione clinica, finalizzata alla verifica delle condizioni di vulnerabilità previste dal documento ministeriale sulle categorie prioritarie per la vaccinazione; in caso di esito positivo inseriscono i dati del pazienti nella lista di utenti da avviare alla vaccinazione prioritaria e lo trasmettono, con aggiornamento almeno settimanale, alla struttura per la programmazione dell’AUSL Toscana Nord Ovest.

Il call center aziendale assegna agli utenti un appuntamento fra quelli dedicati dall’ambulatorio protetto della struttura ospedaliera di riferimento, e comunica gli estremi per la vaccinazione all’utente tramite un sistema automatico di messaggistica.

Gli utenti che sono impossibilitati ad usufruire dell’appuntamento possono fare richiesta di spostamento della seconda dose tramite gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma regionale vaccinazioni (portale web o call center), o richiedere, sempre tramite tali strumenti, la vaccinazione con equipe sanitaria a domicilio.

Riguardo alla reattogenicità del vaccino specificamente utilizzato per questa categoria (Spixevax, Moderna) il settimo rapporto di farmacovigilanza AIFA riporta circa 2,7 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate di eventi gravi correlabili alla vaccinazione (3 eventi avversi gravi correlabili ogni 100.000 prime dosi somministrate e 2 eventi avversi gravi correlabili ogni 100.000 seconde dosi somministrate).

Le reazioni più comuni sono iperpiressia, dolori articolari e i dolori muscolari, con un tasso di segnalazione di circa 1,5 casi ogni 100.000 dosi somministrate. Seguono la cefalea, le linfoadenopatie e le reazioni ansiose alla vaccinazione (soprattutto a tipo lipotimia o reazione vegetativa), spesso combinate in un quadro simil-influenzale.

Riguardo alle reazioni anafilattiche anche per questo tipo di vaccino, si confermano molto rare, con un tasso di segnalazione di circa 2,6 casi per milione di dosi somministrate.

Un secondo gruppo target sono le persone che richiedono particolari cautele per la vaccinazione in quanto il medico vaccinatore individua, nella fase della raccolta anamnestica preliminare alla vaccinazione, una condizione di alto rischio allergico sulla base dei criteri elaborati dalle Società Italiane AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi italiani territoriali e ospedalieri) e SAAIC (Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia clinica) nel documento “Linee di indirizzo per la gestione da parte degli allergologi dei pazienti a rischio di reazioni allergiche ai vaccini per COVID-19” ( vedi allegato DV01/PAV06).

Queste indicazioni consentono una prima stratificazione del rischio allergologico per i soggetti con storia di pregressa reazione allergica, per affrontare in sicurezza la prima somministrazione di vaccino per COVID-19, e per quelli che sviluppano una reazione alla loro prima dose di vaccino per COVID-19.

I punti cardine di tale valutazione si basano anzitutto sull’assunto che non è corretto escludere “tout court” dalla vaccinazione i soggetti allergici, ma che si debba procedere ad una valutazione approfondita del rischio, in accordo con le linee guida succitate e con le indicazioni derivanti, anche nelle fasi successive della campagna vaccinale, dall’analisi dei dati di farmacovigilanza.

In particolare:

  • Pazienti con diagnosi già confermata di allergia a alimenti, lattice, veleno di imenotteri, possono procedere alla vaccinazione prolungando il tempo di osservazione di 60 minuti.
  • Pazienti con reazioni anafilattiche severe (con interessamento respiratorio e/o cardiocircolatorio) da altre sostanze/farmaci o affetti da particolari malattie (mastocitosi, asma non controllato) possono eseguire la vaccinazione, ma necessitano di una gestione più specifica ed individualizzata (ad esempio osservazione prolungata, premedicazione o stabilizzazione della malattia di base).
  • Pazienti con storia di reazioni anafilattiche severe a farmaci contenenti PEG, polisorbato o altro eccipiente presente nei vaccini anti-covid (o con allergia nota a questi prodotto) devono essere valutati in ambito specialistico - allergologico.

Nella popolazione generale il tasso di episodi di anafilassi correlabili alla somministrazione di un vaccino anticovid è risultato (cfr. settimo rapporto AIFA):

  • 5,4 casi / milione con vaccino Comirnaty
  • 2,6 casi / milione con vaccino Spikevax
  • 2,7 casi / milione con vaccino Vaxzevria
  • inferiore a 2 casi / milione con vaccino Janssen

Non sono stati descritti episodi anafilattici nella fascia d’età 12-19 anni.

I pazienti a maggior rischio allergico vengono individuati dal MMG o dagli hub vaccinali tramite la flow-chart allegata alla procedura aziendale per la vaccinazione COVID, seguendo un algoritmo standardizzato che raccoglie le indicazioni delle società italiane AAIITO e SAAIC e le indicazioni di AIFA. 

Figura 1 – Flow chart per la valutazione del rischio allergologico per la vaccinazione contro SARS-CoV-2

 fig1 vaccinazione ambiente protetto IOZ

Al termine di tale valutazione il MMG o il medico vaccinatore può richiedere l’accesso dell’utente allo specialista allergologo di riferimento:

- i MMG possono centralizzare le richieste di valutazione allergologica presso le UO Immunoallergologia Clinica e SD Allergologia Clinica dell’azienda ospedaliera pisana, che operano sia in regime di teleconsulto sia, se ritenuto necessario dallo specialista, con accesso ambulatoriale diretto.

- i medici vaccinatori degli HUB aziendali inviano richiesta di valutazione allergologica per vaccinazione alla struttura di allergologia del presidio ospedaliero di riferimento per il territorio.

Al termine della valutazione dello specialista, in caso di conferma dell’indicazione alla vaccinazione in ambiente protetto, viene data comunicazione ai riferimenti dell’ambulatorio vaccinale protetto, che provvede alla pianificazione delle sedute in base alla disponibilità di agenda specifica.

L’accesso all’ambulatorio protetto può avvenire, con contatto diretto, anche per pazienti che hanno eseguito la valutazione specialistica completa presso altri centri di allergologia, previa verifica della completezza ed esaustività degli accertamenti svolti.

L’ultimo gruppo prioritario per la vaccinazione ospedaliera è quello dei pazienti pediatrici che ricadono in uno dei due gruppi precedenti (a maggior rischio clinico o a maggior rischio allergico). Questi sono presi in carico a far seguito dall’estensione dell’indicazione vaccinale ai soggetti di età fra i 12 e i 19 anni. Di conseguenza, gli hub vaccinali applicano anche a questa fascia di popolazione le indicazioni relative alle condizioni di vulnerabilità e alla valutazione del rischio allergologico. In particolare:

- i pazienti dei centri specialistici pediatrici che presentano condizione di fragilità sono invitati con chiamata attiva alla vaccinazione in ambiente ospedaliero, con un percorso organizzati in collaborazione fra l’ambulatorio vaccinale protetto e il personale sanitario pediatrico;

- i pazienti che accedono agli hub vaccinali e che presentano le indicazioni per la valutazione allergologica specialistica vengono inviati a valutazione presso l’ambulatorio specialistico pediatrico nell’ospedale di riferimento e, al termine delle valutazioni necessarie, avviate allo stesso percorso vaccinale.

A partire dal 10 agosto 2021, ad integrazione dell’offerta garantita presso i punti vaccinali aziendali, i Pediatri di Famiglia potranno vaccinare i ragazzi di età nella fascia di età 12-16 presso i propri studi.

Nella fase della raccolta anamnestica preliminare alla vaccinazione il Pediatra di Famiglia individua i soggetti che rientrano in una condizione di alto rischio, secondo i criteri riassunti nell’algoritmo di valutazione del rischio allergologico allegato alla Procedura per la vaccinazione anticovid dell’ASL TNO.

Una volta individuati questi soggetti, il Pediatra di Famiglia invia una relazione circostanziata, in cui evidenzia le motivazioni della vaccinazione in ambiente protetto, al Presidio Ospedaliero aziendale di riferimento per la Zona Distretto di appartenenza; nella relazione devono essere indicati anche il contatto telefonico del Pediatra e quello della famiglia/rappresentante legale del vaccinando.

Per tutte le categorie di utenti pediatrici sopra descritte, il Presidio Ospedaliero organizza la seduta vaccinale una volta raggiunto il numero minimo di candidati alla vaccinazione, in base al vaccino disponibile, e contatta la famiglia/rappresentante legale del bambino da vaccinare per comunicare l’appuntamento.

Per l’effettuazione della seduta vaccinale, la Direzione Medica di Presidio contatterà l’U.O. Pediatria per il supporto dei Medici Pediatri ospedalieri.

L’organizzazione dell’ambulatorio vaccinale

L’attività dell’ambulatorio vaccinale protetto avviene presso i locali del DH medico del PO San Luca, ed è organizzata con il supporto di personale interno alla struttura. Sono interessati all’attività:

  • 1 responsabile medico delegato dal direttore della DSPO
  • 1 responsabile infermieristico dell’attività vaccinale
  • 1 responsabile amministrativo dell’attività vaccinale 
  • 1 responsabile infermieristico del DH Medico per il supporto logistico all’attività ambulatoriale

La programmazione dell’attività vaccinale avviene a cura del responsabile medico della struttura, che pianifica le sedute vaccinali sulla base dell’elenco degli utenti eleggibili per la vaccinazione intraospedaliera e che deriva dai flussi di lavoro descritti.

La programmazione dei turni vaccinali avviene di norma su base settimanale: il numero di utenti della seduta vaccinale viene comunicato all'infermiere coordinatore del DH Medico e ai responsabili infermieristico e amministrativo per la pianificazione dei turni del personale di supporto e per l'organizzazione delle attività (utilizzo dei vari ambulatori) (1 OSS, 1 o 2 infermieri vaccinatori, 1 unità di supporto amministrativo, oltre ad un eventuale infermiere aggiuntivo per la gestione dei pazienti ad elevato rischio allergologico). Entro il giorno precedente l’attività vaccinale programmata avviene la condivisione fra i responsabili medico, infermieristico e amministrativo dei componenti operativi dei nuclei vaccinali.

La pianificazione delle dosi viene comunicata alla UO Farmaceutica ospedaliera di riferimento su base settimanale e confermata entro le 24 ore precedenti all’avvio dell’attività.

La lista degli utenti da vaccinare e la lista del personale di riserva viene comunicata dal responsabile medico dell’attività vaccinale prima dell’avvio delle attività, secondo le modalità previste dalla PTO AZ 927.

A seguito della pianificazione suddetta, l’attività vaccinale prevede le seguenti fasi, disciplinate dalla PTO AZ 927, che prevede anche la modulistica per la tracciabilità di ciascuna fase (a fianco è indicata la figura professionale responsabile);

  • preparazione e consegna del vaccino (personale della UO Farmaceutica ospedaliera)
  • ricezione e verifica conformità del prodotto vaccinale, stoccaggio in frigo a temperatura compresa fra +2/+8°C (personale infermieristico che svolge attività vaccinale, responsabile della seduta vaccinale)
  • apertura della seduta vaccinale con seduta di briefing, compilazione check list di controllo pre-seduta (responsabile medico della seduta vaccinale)
  • preparazione e diluizione (se prevista) del prodotto vaccinale: in conformità alle indicazioni della PTO AZ 927 si procedere per singola fiala, provvedendo alla predisposizione delle dosi singole dopo la verifica della corrispondenza del lotto previsto a magazzino SISPC e utilizzando la modulistica di controllo per tracciabilità della singola dose (personale infermieristico)
  • accoglienza degli utenti: verifica TC, identità dell’utente, presenza in lista; assistenza nella compilazione della documentazione vaccinale (personale OSS)
  • eventuale preparazione per gli utenti da vaccinare in ambiente protetto (personale infermieristico)
  • anamnesi e valutazione clinica del vaccinando, colloquio informativo, verifica consenso e documentazione, compilazione scheda anamnestica, registrazione delle informazioni della seduta vaccinale (personale medico)
  • controllo finale completezza documentazione, archiviazione documenti della seduta vaccinale, stampa promemoria per appuntamento successivo o libretto vaccinale (personale amministrativo)
  • osservazione post-vaccinale degli utenti (personale infermieristico)

Gestione delle urgenze

I pazienti valutati come a maggior rischio allergico, con anamnesi positiva per reazioni gravi, vengono preparati con agocannula e preallerta del rianimatore, in modo da assicurare una tempestiva gestione di eventuali emergenze.

Nel caso di presentazione di sintomi compatibili con reazione anafilattica e/o in caso di urgenze cliniche, le stesse vengono gestite dal medico responsabile dell’attività vaccinale, con il supporto del personale sanitario presente; in caso di emergenza intraospedaliera viene attivato il TEM previsto dalle Linee guida per l’emergenza intra-ospedaliera della Regione Toscana (riferimento telefonico interno: 2222)

I carrelli di emergenza o attrezzatura equivalente (zaino, altro contenitore portatile) sono posizionati subito all’esterno dell’ambulatorio vaccinale, all’interno del DH Medico, e sono gestiti secondo le modalità previste dalle Linee guida per l’emergenza intra-ospedaliera della Regione Toscana.

Casistica trattata

Come per tutti i centri vaccinali ospedalieri dell’AUSL Toscana Nord Ovest, anche l’attività dell’HUB vaccinale presso il DH medico del PO San Luca è iniziata con il “vaccine-day” del 27 dicembre 2020, giornata nella quale è stata immunizzata una prima  rappresentanza simbolica degli operatori sanitari di tutte le categorie professionali.

Successivamente l’attività vaccinale ha seguito l’agenda della campagna vaccinale secondo le indicazioni della Struttura commissariale per l’emergenza, iniziando, nei giorni immediatamente successivi, la presa in carico la vaccinazione degli operatori sanitari che avevano completato l’iter di pre-adesione entro il 18 dicembre 2020. L’attività, a partire da marzo 2021, ha riguardato anche gli operatori di ditte esterne incaricate di svolgere servizi all’interno delle strutture sanitarie.

Sempre nello stesso periodo l’ambulatorio ha iniziato la presa in carico degli utenti ad aumentato rischio allergico e, da aprile 2021, della categoria di pazienti vulnerabili individuati dai centri clinici specialistici di riferimento.

Allo stesso tempo è stato assicurato sostegno alla campagna territoriale della popolazione generale, sia tramite la presa in carico degli utenti degenti, che si trovavano nella condizione di iniziare o completare il ciclo vaccinale, sia tramite l’apertura di agende straordinarie in caso di elevata disponibilità di dosi e conseguente aumento della domanda di vaccinazioni.

Infine, a seguito dell’estensione delle indicazioni per la vaccinazione ai pazienti pediatrici di età pari o superiore a 12 anni, a partire dall’8 luglio 2021 è stata avviata l’attività di secondo livello per questa popolazione, includendo anche, con chiamata attiva, i pazienti vulnerabili pediatrici afferenti ai centri territoriali e alla UOC di pediatria dell’Ospedale San Luca.

I numeri e la tipologia di attività vaccinale

Dal 27 dicembre 2020 alla prima settimana di settembre 2021, ossia nei primi 9 mesi quasi completi di attività, l’ambulatorio per la vaccinazione protetta del San Luca ha erogato un totale di 6.643 dosi di vaccini anticovid.

L’attività ha riguardato una popolazione generale di età media di 50,81 anni, in prevalenza femminile (63,61%), per la maggior parte afferente in qualità di operatore dei servizi sanitari (5.125 dosi).

Le dosi somministrate per i pazienti vulnerabili sono state 1.252, tutte di Spikevax. In questo gruppo l’età media è stata maggiore, di 64,47 anni. L’età media degli utenti di sesso femminile è stata di 63,02 anni e quella degli utenti maschi di 65,75 anni. I maschi, in questo caso, sono stati più numerosi (666 dosi somministrate contro 586).

Le 266 dosi somministrate per soggetti ad aumentato rischio allergico sono state tutte di Comirnaty (con l’eccezione di 1 dose di Jansen e 1 di Vaxvevria, prescritte rispettivamente per indicazione al prodotto specifico e per gestione di reazione avversa alla prima dose).

Gli utenti di questo servizio sono stati in larga parte di sesso femminile (204 dosi somministrate contro 62); l’età media è stata di 68,50 anni, con una significativa differenza fra maschi (61,82 anni) e femmine (70,54 anni). 

Figura 2 – attività ambulatorio vaccinale protetto DH medico PO San Luca, Lucca – dati di sintesi

 fig2 vaccinazione ambiente protetto IOZ

Reazioni avverse riportate

Durante tutto il periodo di attività il personale afferente all’ambulatorio protetto ha registrato un totale di 55 segnalazioni, con un tasso di segnalazione di 827 eventi ogni 100.000 dosi somministrate.

Tuttavia, è necessario distinguere le ADR registrate durante la prima fase della campagna vaccinale, riferite ad effetti attesi del vaccino e a risoluzione spontanea (dolore, febbricola, mialgie, indolenzimento e gonfiore del braccio, linfoadeniti consensuali reattive) segnalate con attenzione dagli operatori, consapevoli della necessità di registrare con scrupolo ogni evento, anche previsto e noto, relativo all’utilizzo del nuovo prodotto vaccinale.

Successivamente, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, la frequenza degli eventi avversi segnalati è stata più bassa; con l’avvio della campagna vaccinale per i soggetti ad aumentata vulnerabilità sono stati riportati come ADR episodi avvenuti in concomitanza con la vaccinazione ma clinicamente legati alla concomitante patologia di base.

Al netto di questi bias, su 55 reazioni segnalate sono state riscontrate 54 reazioni non gravi e 1 reazione che ha necessitato di ospedalizzazione.

Delle 54 reazioni non gravi:

  • 27 hanno avuto risoluzione completa prima dell’inserimento come ADR
  • 22 hanno mostrato un miglioramento al momento della notifica
  • 2 sono invariate o peggiorate al momento della notifica
  • 2 si sono concluse con postumi
  • 2 segnalazioni sono state inserite con esito non noto

Le 4 ADR che hanno avuto decorso peggiorativo o persistenza della sintomatologia sono state registrate come “adeniti omolaterali di origine reattiva” con gonfiore e indolenzimento, tutte risoltesi dopo alcuni giorni. Nessuna di queste reazioni ha avuto origine in pazienti con aumentato rischio allergico o vulnerabili.

Fra le ADR di maggior interesse clinico sono state registrate:

  • 1 crisi comiziale generalizzata, seguita da ospedalizzazione, in paziente oncologico che è risultato in seguito affetto da due voluminose metastasi cerebrali; la progressione di malattia ha successivamente portato al decesso del paziente, senza che fosse stato identificato un nesso causale fra la somministrazione del vaccino (Spikevax) e il quadro clinico.
  • 3 episodi di reazione di orticaria, senza coinvolgimento sistemico e in assenza di sintomi di shock / interessamento delle vie aeree. Tutte le reazioni sono insorte dopo la seconda dose di Comirnaty (2 ad insorgenza precoce, 1 ad insorgenza tardiva), sono state trattate con antistaminico e, in un caso, con la somministrazione di corticosteroide, e hanno avuto decorso benigno con risoluzione spontanea. In nessun caso le reazioni sono avvenute nei pazienti afferenti per l’aumentato rischio allergico.
  • 3 reazioni caratterizzate da cefalea, ipertensione e palpitazioni, gestite con monitoraggio dei PV, ECG, valutazione cardiologica; due casi hanno avuto risoluzione spontenea e un caso è esitato in un accesso in OBI di Pronto Soccorso, che ha condotto ad una revisione della terapia antipertensiva preesistente; tutti i pazienti hanno correttamente completato il ciclo vaccinale previsto

Nella casistica di reazione avverse immediate sono inoltre presenti diversi casi di lipotimia – pre-sincope, tutti in assenza di alterazioni patologiche dei parametri vitali rilevati, e tutti a risoluzione completa spontanea all’interno del periodo di osservazione, esteso in alcuni casi fino a 2 ore dopo la vaccinazione.

In conclusione, la reattogenicità osservata è in linea con le previsioni derivanti dalle informazioni della farmacovigilanza nazionale, non dissimile, nelle tipologie di sintomi e nella frequenza di segnalazione, nei gruppi di pazienti allergici e vulnerabili e in confronto alla popolazione generale.

Nei pazienti vulnerabili è presente una maggior frequenza di reazioni da distress e affaticamento, spesso di tipo lipotimico o ipotensivo, e di reazioni con sintomi derivanti dall’esacerbazione della patologia concomitante.

Le reazioni di verosimile origine ansiosa, con sintomatologia aspecifica e parametri vitali nella norma, sono più frequenti nel gruppo di pazienti sottoposti a valutazione allergologica, preparazione con accesso venoso e osservazione prolungata; tale aspetto trova riscontro nella maggior frequenza di tali reazioni al primo accesso e alla somministrazione della prima dose: ad oggi, tutti pazienti del percorso ad aumentato rischio allergico hanno completato il ciclo vaccinale previsto.

La reattogenicità nel gruppo degli operatori sanitari e tecnici afferenti alle strutture sanitarie ha mostrato, nella prima fase della campagna, un’alta incidenza di segnalazione di effetti collaterali comuni, a risoluzione spontanea e di grado lieve-moderato, in coerenza con la necessità di riportare ogni evento osservato a seguito dell’immissione in commercio del nuovo prodotto vaccinale.

Conclusioni

I primi mesi dell’attività dell’ambulatorio vaccinale protetto hanno messo in evidenza una serie di opportunità derivanti dalle risposte fornite alla popolazione generale e alle categorie più vulnerabili, dimostrando come il servizio intercetti correttamente i bisogni di salute dell’utenza di riferimento.

In particolare si evidenzia la possibilità di incidere sull’esitazione di gruppi di pazienti, trasversali alle diverse fasce d’età, che non accedono alla vaccinazione per il timore derivante da generiche diatesi allergologiche a sostanze o farmaci e che, molto spesso, non hanno alcun componente antigenico in comune con i vaccini antic-covid. Molti di questi utenti accettano la proposta vaccinale perché consapevoli della disponibilità di un percorso di valutazione specialistica preventiva e la presa in carico all’interno di un ambiente protetto.

Stesso vantaggio si ottiene anche nei pazienti vulnerabili, che afferiscono in molti casi allo stesso DH medico per la presa in carico da parte degli specialisti ospedalieri, e si trovano quindi a ricevere la vaccinazione all’interno dell’ambiente di cura nel quale sono già seguiti.

La disponibilità di un punto vaccinale ospedaliero di secondo livello, ad accesso diretto per dipendenti neo-assunti o che non hanno ancora ricevuto la vaccinazione, offre un ulteriore vantaggio in termini di facilitazione del processo vaccinale per queste categorie.

Molto positiva, nella gestione dei flussi di pazienti, si è rivelata la collaborazione fra i vari servizi coinvolti, dagli hub vaccinali periferici agli specialisti clinici, dai rianimatori al servizio di allergologia.

Positiva anche la logistica e l’organizzazione dei percorsi all’interno del DH medico, che offre spazi idonei e confortevoli per l’attesa e la gestione in sicurezza delle reazioni avverse alla vaccinazione, compresi ausili idonei per la prevenzione e gestione delle più frequenti reazioni lipotimiche.

Fra le problematiche osservate, rimane evidente la difficoltà di assicurare un’applicazione omogenea, pienamente condivisa fra tutti i sanitari coinvolti nella vaccinazione, delle precauzioni e delle controindicazioni temporanee alla vaccinazione. Nonostante la disponibilità di pacchetti formativi specifici e di chiare procedure operative, sono frequenti gli episodi di utenti che rinunciano o ritardano la protezione vaccinale sulla base di controindicazioni non appropriate, ridondanti o del tutto inesatte, fornite a volte da specialisti di altri settori, in contrasto con quanto previsto dalle indicazioni degli organismi istituzionali deputati alla definizione di questi aspetti (AIFA, ISS).

Tale criticità si somma ad una elevata frequenza di revisione delle indicazioni d’uso dei prodotti vaccinali nelle diverse fasce d’età/categorie di soggetti da immunizzare, che può generare disorientamento e sfiducia da parte degli utenti. Ciò è tanto più deleterio in quanto avviene nel contesto di una generale proliferazione di opinioni specialistiche, pareri e prese di posizione da parte di gruppi, associazioni, enti istituzionali e non, singoli professionisti, con effetti molto negativi sull’efficacia della comunicazione sanitaria e scientifica.

Altra problematica che impatta negativamente sullo svolgimento dell’attività è infine riscontrabile nella ridondanza dei sistemi di registrazione dell’informazione, che per molti passaggi risulta duplicata nelle versioni cartacea e informatizzata, nonché la difficoltà con la quale i diversi sistemi anagrafici regionali interagiscono fra di loro e con il livello centrale; questo aspetto è risultato ancora più critico con l’introduzione della certificazione “green pass”, a causa della quale la mancata, completa registrazione a livello centrale dell’evento vaccinale comporta notevoli difficoltà di fruizione di servizi e attività sociali. 

Figura 3 – processo vaccinale in ambiente protetto – analisi SWOT

fig3 vaccinazione ambiente protetto IOZ 

Le prospettive future dell’attività vaccinale in ambiente protetto sono legate in primis all’obiettivo di completamento della campagna vaccinale, con la verosimile estensione delle indicazioni ad altre fasce d’età pediatriche e la prevedibile introduzione di dosi “booster” di vaccino nelle fasce più fragili e/o più esposte della popolazione.

In questi scenari l’attività di vaccinazione ospedaliera potrà continuare a fornire un servizio di supporto all’attività di base e un secondo livello di presa in carico, facilitando il raggiungimento degli obiettivi chiave della campagna vaccinale e il mantenimento delle coperture anche nei prossimi mesi, cruciali per una gestione a lungo termine della pandemia.

L’esperienza accumulata durante questa fase di emergenza fornisce un’eccellente base di partenza per l’organizzazione stabile, in collaborazione con la medicina preventiva dei lavorator,i per la presa in carico delle principali vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per il personale sanitario.

Il modello individuato prevede tramite l’attivazione di uno “Sportello vaccinale ospedaliero” per gli operatori interni, in grado di affiancare gli hub territoriali e il medico competente nell’erogazione dell’offerta vaccinale prevista dal Piano Nazionale Vaccini, con l’obbiettivo di facilitare il mantenimento di una buona copertura vaccinale per il personale dei servizi sanitari. 


 A cura di:

Spartaco Mencaroni, Michela Maielli - AUSL Toscana Nord Ovest