Infezioni

Polmonite da nuovo coronavirus: caratteristiche epidemiologiche nei primi 425 pazienti

Un articolo del New England Journal of Medicine

Infezioni · 31 gennaio, 2020
Fabrizio Gemmi

Coordinatore Osservatorio per la qualità e l'equità, ARS Toscana


Il 29 gennaio 2020 il New England Journal of Medicine ha pubblicato il primo articolo che fornisce la caratterizzazione epidemiologica dei primi 425 pazienti di Wuhan (provincia di Hubei) con infezione confermata da Nuovo Coronavirus1. Si tratta dei pazienti che si sono ammalati tra l’8 dicembre 2019 e il 22 gennaio 2020.

Sulla base delle informazioni raccolte, si ha evidenza che la trasmissione interumana del virus è avvenuta tra contatti stretti fin dalla metà di dicembre. I “contatti stretti” (close contacts) sono così definiti dall’OMS2:

  • esposizione associata alle cure sanitarie, incluse le persone che hanno fornito direttamente l’assistenza a pazienti nCoV, che lavorano con operatori sanitari che sono risultati infettato da nCoV, che hanno fatto visita o hanno soggiornato in ambienti ristretti con un paziente nCoV;
  • persone che lavorano in stretta prossimità o alunni che frequentano la stessa classe di un paziente nCoV;
  • persone che hanno viaggiato insieme a un paziente nCoV su ogni mezzo di trasporto;
  • conviventi di un paziente nCoV.

Il contatto può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo l’insorgenza della malattia nel singolo caso in esame.

L’età mediana dei pazienti è 59 anni, il 56 % sono maschi. L’intervallo varia da 15 a 89 anni, non si sono registrati casi in bambini e adolescenti più giovani di 15 anni.
La maggioranza (55%) degli ammalati prima del 1 gennaio era collegata al Huanan Seafood Wholesale Market, mentre tale legame è presente solo nell’8,6% dei casi che si sono verificati successivamente.
Il tempo medio d’incubazione è stato di 5,2 giorni (intervallo di confidenza - IC 95% da 4,1 a 7,0), con il 95° percentile a 12,5 giorni.
In questa fase precoce, l’incidenza è raddoppiata ogni 7,4 giorni. Dalle rilevazioni epidemiologiche sull’esposizione in cinque cluster di casi gli autori calcolano un intervallo medio tra due pazienti di 7,5 giorni (IC 95% da 5,3 a 19). Con questo dato, il tasso netto di riproduzione (R0)3 stimato è 2,2 (IC 95% da 1,4 a 3,9): per la SARS, R0 era stato stimato intorno a 3.
La serie epidemica studiata ha una crescita esponenziale, seguita da una fase discendente negli ultimi giorni di osservazione [figura 1, dal NEJM, 2020]. Gli Autori avvertono che questa diminuzione è dovuta a ritardo d’identificazione e di reporting al momento dello studio e non a un superamento del picco epidemico. Anche l’aumento dei casi rilevato in gennaio deve essere interpretato con cautela, perché di fatto corrisponde a un’aumentata disponibilità dei diagnostici.

Figura 1 - Insorgenza della malattia tra i primi 425 casi confermati di polmonite da 2019-nCoV a Wuhan, Cina. [da Q.Li et Al, NEJM 2020]

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 Lo studio divide la casistica osservata in tre periodi: fino all’1 gennaio (data di chiusura del Huanan Seafood Wholesale Market), dall’1 all’11 gennaio (che corrisponde alla disponibilità a Wuhan dei reagenti RT-PCR4) e dopo il 12 gennaio.
I pazienti del primo periodo sono leggermente più giovani (età media 56 anni, range 26-82); si tratta di persone di sesso maschile in due casi su tre e, come detto in precedenza, sono in maggior misura collegati all’Huanan Market (55%).
La proporzione di casi tra gli operatori sanitari è in incremento durante tutto il periodo [figura 2], a dimostrazione di quanto poco si sia imparato da tutti i precedenti focolai epidemici di patologie diffusibili per droplets, a partire dall’influenza. In ogni caso, per adesso pare che il tasso di infezione tra i sanitari sia più basso di quanto riscontrato nella SARS e nella MERS.

Figura 2 - Proporzione dei casi tra gli operatori sanitari nella casistica citata

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Tra le caratteristiche riscontrate in passato in SARS e MERS spicca l’eterogeneità nella trasmissibilità dell’infezione, e in particolare il verificarsi di eventi super – epidemici, specialmente in ospedale: gli autori riportano che questi eventi non sarebbero ancora stati osservati nelle infezioni da nCoV, ma non escludono che possano verificarsi in seguito.
Il dato riguardante l’intervallo di tempo intercorso tra l’inizio dei sintomi e la prima visita di un medico, e anche per il ricovero in ospedale, risultano sorprendentemente lunghi per un lettore italiano: infatti la prima visita di un medico è avvenuta mediamente dopo 5,8 giorni dall’inizio dei sintomi per i pazienti fino al primo gennaio (IC95% da 4,3 a 7,5); il dato non è molto diverso nemmeno nei pazienti ammalati in seguito (quando doveva essere nota alla popolazione di Wuhan l’avvenuta chiusura dell’Huanan Market) 4,6 giorni di media (IC95% da 4,1 a 5,1).
Il tempo medio tra l’insorgenza dei sintomi e il ricovero è stato stimato in 12,5 giorni nel primo periodo (IC95% da 10,3 a 14,8); in seguito, per i pazienti ammalati dall1 all’11 gennaio, il tempo prima del ricovero si è abbassato, ma resta di 9,1 giorni (IC95% da 8,6 a 9,7). Questo è indicativo della difficoltà nell’identificazione e nell’isolamento dei casi nei primi stadi della malattia.

Note

  1. Qun Li et al. Early transmission Dynamics in Wuhan, China, of Novel Coronavirus-Infected Pneumonia. 2020 NEJM; DOI: 10.1056/NEJMoa2001316
  2. WHO- Global Surveillance for human infection with novel coronavirus (2019-nCoV). Interim guidance 21 January 2020. https://www.who.int/publications-detail/global-surveillance-for-human-infection-with-novel-coronavirus-(2019-ncov)
  3. Tasso netto di riproduzione di un'infezione, indicato con R0, indica il numero di nuovi casi generati in media da un singolo caso durante il proprio periodo infettivo in una popolazione che altrimenti non sarebbe infetta. Esprime quindi il numero atteso di nuove infezioni generate da un singolo individuo infetto nel corso del suo intero periodo d’infettività, in una popolazione interamente suscettibile.
  4. Reverse Transcriptase - Polymerase Chain Reaction.